Descrizione Progetto

LUOGO: Brescia

COMMITTENTE: Comune di Brescia

PERIODO: 2007 – 2008

TIPOLOGIA DI STUDIO: Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Brescia

DESCRIZIONE SINTETICA DEL LAVORO

La L.R. n. 12 dell’11 marzo 2005 “Legge per il governo del territorio” introduce all’art. 4 la “Valutazione ambientale dei piani” al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile ed assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente nell’ambito dei procedimenti di elaborazione ed approvazione dei piani e programmi. Essa richiama la Direttiva 2001/42/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001 concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente (cd. Valutazione Ambientale Strategica o VAS), in attesa del suo recepimento da parte dello Stato Italiano .
Il processo di valutazione ambientale ad integrazione del processo di pianificazione urbanistica di Brescia si è pertanto compiuto in un periodo di forte innovazione normativa e pur non costituendo l’intero attuale quadro normativo riferimento rigoroso del processo stesso, si è cercato di darne il più possibile riscontro nei contenuti e nella sostanza.
Il complesso quadro normativo di riferimento, cogente e non, converge comunque su quelli che sono gli elementi rilevanti del procedimento di VAS:
· l’ambito di applicazione;
· i soggetti interessati;
· la fase di consultazione;
· il procedimento integrato fra VAS e Piano;
· il Rapporto Ambientale.
In particolare il Procedimento integrato fra VAS e Documento di Piano rappresenta l’assunto fondamentale della VAS: essa rappresenta il processo continuo e preventivo di analisi e valutazione ambientale (e non solo, ci ricorda la Direttiva europea) dei potenziali effetti significativi sull’ambiente conseguenti l’attuazione di un piano o programma (P/P), da compiersi nell’intero ciclo di vita del piano, dalla sua elaborazione fino alla fase di attuazione e gestione. L’obiettivo che si pone la VAS è di aiutare il processo di pianificazione a svilupparsi in maniera coerente, trasparente, efficace, al fine di arrivare ad approvare un piano auto – sostenibile. L’atto di indirizzo, ed ora più esplicitamente l’Allegato 1a della DGR n. 8/6420/2007, individua cinque fasi metodologiche procedurali di integrazione fra Piano e VAS:
0. preparazione;
1. orientamento;
2. elaborazione e redazione;
3. adozione ed approvazione;
4. attuazione, gestione e monitoraggio.
L’analisi delle caratteristiche salienti del territorio e della comunità bresciana attraverso le diverse fonti ed il confronto con i soggetti interessati al procedimento di pianificazione (che si ricordano essere: l’autorità procedente, l’autorità competente per la VAS, i soggetti competenti in materia ambientale, il pubblico), consente di individuare e condividere i temi critici e le emergenze che sono state ritenute pertinenti allo strumento di pianificazione oggetto di valutazione, e cioè un piano urbanistico di livello comunale.
L’analisi dello stato dell’ambiente evidenzia che il territorio del Comune di Brescia presenta stati di sofferenza di intensità rilevante (fra tutti l’inquinamento atmosferico ed i suoli inquinati), a cui si affiancano elementi di pregio naturalistico – paesaggistico (in particolare l’area collinare delle Prealpi bresciane). Si sono in particolare evidenziati critici / emergenti i comparti ambientali riportati nella seguente tabella, dove sono riportati gli specifici fattori di criticità / emergenza.

 

SINTESI DELLE PRINCIPALI CRITICITA’ ED EMERGENZE NEL TERRITORIO DI BRESCIA

Qualità dell’aria

L Inquinamento da particolato fine primario (PM10) prodotto principalmente dal traffico veicolare (72% delle emissioni) e dalle attività industriali (18% delle emissioni) e subordinatamente dalle caldaie decentrate di edificio (9% delle emissioni)
L Inquinamento da ossidi di azoto (NOx) derivanti principalmente dalle emissioni del traffico autoveicolare (61%) e delle attività industriali (29%)
L Inquinamento da ozono (O3), inquinante secondario derivante da precursori (in particolare NOx e COV) emessi dal traffico veicolare, dalle attività che utilizzano solventi e da processi di combustione industriale
L Produzione di “gas serra” – emissione di CH4, CO2 e N2O prodotte da traffico veicolare, riscaldamento civile, produzione di energia e processi di combustione

Suolo
L Sito inquinato di interesse nazionale “Brescia – Caffaro”, dove i principali contaminanti sono: PCB, diossine (PCDD-PCDF) e metalli pesanti (soprattutto Zn, Hg, Pb, Cu)
L Condizioni sanitarie di pericolo per la salute pubblica a causa della contaminazione del suolo nell’area dell’Ordinanza Sindacale n. 57968/2007
L Elevato valore di consumo di suolo (il territorio urbanizzato rappresenta il 41,8% della superficie comunale complessiva)
L Presenza di un consistente comparto estrattivo nella porzione sud – orientale del territorio comunale

Acque superficiali e sotterranee
L Qualità dei corsi d’acqua compromessa per inefficienza e/o mancanza dei sistemi di depurazione nei comuni della Valle Trompia (SECA scadente e pessimo per il Mella, sufficiente e scadente per il Chiese)
L Contaminazione da organoalogenati delle acque di falda, in particolare nel plume noto come “Cono Caffaro” (contaminazione da tetracloruro di carbonio, con trend in diminuzione dagli anni ’80)

Biodiversità
J PLIS “Parco delle colline di Brescia” a tutela delle peculiarità naturali e della collocazione del territorio collinare
J Spazi aperti residuali di pianura

Sorgenti puntuali di potenziale impatto ambientale
K Industrie a rischio di incidente rilevante (RIR): sono le sei attività industriali con pericolosità connessa all’utilizzo di sostanze che, in condizioni di anomalo funzionamento dell’impianto, possono dare origine a eventi incidentali – emissione di sostanze tossiche o rilascio di energia (esplosione o incendio) – di entità tale da provocare ingenti danni immediati o differiti per la salute umana e per l’ambiente, all’interno e all’esterno dello stabilimento
K Industrie ad elevato impatto ambientale: malgrado i grandi apparati produttivi comunali siano stati progressivamente interessati da interventi di mitigazione e compensazione ambientale, vengono comunque segnalate come sorgenti puntuali di impatto le acciaierie Alfa Acciai e Ori Martin, oltre che lo stabilimento metalmeccanico dell’Iveco
K Altre sorgenti puntuali di potenziale impatto ambientale: il termovalorizzatore, l’impianto di depurazione di Verziano, le discariche (di inerti, di RSU, di rifiuti tossici e nocivi, non classificabili) censite dallo studio geologico condotto a supporto del quadro conoscitivo del PGT
Con il processo di VAS si è compiuto il passo di tradurre cartograficamente i vari comparti ambientali critici / emergenti / di opportunità attraverso l’elaborazione di una carta tematica denominata “Mappa delle emergenze, criticità, opportunità”, in cui ai grandi temi segnalati nel paragrafo precedente sono stati affiancati elementi (puntuali, lineari o areali), caratterizzanti il territorio comunale e necessari all’analisi di coerenza interna delle politiche e azioni urbanistiche. La legenda è pertanto composta da diversi elementi di attenzione e risalto territoriale, articolati in emergenze, criticità, opportunità.

Un passaggio decisivo del processo di VAS del PGT di Brescia è l’elaborazione della Mappa della criticità del territorio e della comunità. Dopo avere effettuato l’analisi di dettaglio del contesto territoriale e ambientale del Comune di Brescia e istruito la proposta di piano tale fase rappresenta la restituzione di sintesi dello stato attuale, conclusiva della fase analitica del territorio e dell’ambiente e propedeutica alla fase di valutazione del piano. Sintesi che viene espressa attraverso le criticità, le emergenze, le opportunità e le minacce riscontrate e condivise, per quanto è stato possibile fare al momento di elaborazione del presente rapporto, con i soggetti interessati al procedimento di pianificazione (e cioè: autorità procedente, autorità competente per la VAS, soggetti competenti in materia ambientale, pubblico).
Si può quindi intendere che per criticità si rappresentano gli scostamenti (in negativo) dalla norma o dagli andamenti o dalle condizioni cui è ragionevolmente possibile aspirare in relazione al contesto.
Entro lo sterminato universo delle possibili criticità, quelle su cui si vuole qui portare l’attenzione sono evidentemente quelle che possono essere in qualche modo pertinenti a uno strumento quale è il PGT, quindi attinenti a quel tipo di piano, cioè un piano che ha a che fare con il territorio e con la produzione di città, e a quel livello di piano, cioè un piano che si proietta spazialmente nell’orizzonte cittadino/metropolitano e temporalmente nel termine medio/lungo.
Accanto alle criticità, la VAS individua anche le emergenze del territorio (in positivo), che ne rappresentano le peculiarità, le vulnerabilità e gli elementi di identificazione ambientale e territoriale che al momento attuale non si rivelano in uno stato critico ma che, se non opportunamente tutelate e valorizzate, possono divenire elementi di criticità. Non ci dobbiamo infatti dimenticare che l’Italia è (era?) soprattutto il Bel Paese e che dobbiamo agire affinché lo rimanga anche nel futuro.
Viene inoltre dato rilievo alle opportunità, intese come elementi progettuali, azioni e politiche urbanistiche che lo strumento di pianificazione mette in gioco per il miglioramento della qualità territoriale e alle minacce, che rappresentano i potenziali ostacoli al raggiungimento degli obiettivi. Esse possono essere prese a riferimento per le possibili evoluzioni future del contesto ambientale e territoriale e prefigurano la valutazione del piano.
La Mappa delle criticità, delle emergenze e delle opportunità, a valle della propedeutica fase di analisi (costituita in special modo dall’elaborazione del quadro conoscitivo, dall’analisi del quadro programmatico e dalla fase di ascolto), rappresenta la visione di sintesi delle problematiche territoriali del Comune di Brescia e della sua comunità, che la VAS consegna al PGT con l’obiettivo di porle al centro del processo di costruzione del piano a fianco delle eventuali idonee strategie di piano correttive; l’identificazione e la rappresentazione delle criticità con cui il piano si misura è fondamentale inoltre all’impostazione del suo monitoraggio e della sua valutazione ex-post.

Analisi territoriale

Mappa delle criticità e delle opportunità

Particolare