Recupero e rifunzionalizzazione Ex-polveriera di Reggio Emilia 2018-01-24T14:17:47+00:00

Project Description

DESCRIZIONE: Supporto alla redazione della manifestazione di interesse, progettazione e direzione lavori per il recupero e la rifunzionalizzazione di parte dell’ex Polveriera militare cittadina, comprendente due edifici

LUOGO: Reggio Emilia

CLIENTE: La Polveriera Scrl – Consorzio di Cooperative sociali

SUPERFICIE TERRITORIALE: 12.400 mq

SUPERFICIE UTILE LORDA: 3.600 mq

CRONOLOGIA: 2010 – 2017

IMPORTO DEI LAVORI: 4.700.000 €

Negli anni della crisi gli spazi abbandonati della città non sono solo cresciuti di dimensione ma hanno anche cambiato natura e significato: alle spalle dei grandi vuoti che si sono aperti nella città contemporanea c’è stata una caduta verticale della domanda e le transazioni immobiliari si sono pressoché dimezzate.
Il progetto Polveriera nasce in questo contesto: un complesso di beni pubblici dismessi a ridosso del centro storico che per anni ha rappresentato un grosso vuoto urbano e che il Comune ha deciso di recuperare, con l’obiettivo di contribuire al processo di rigenerazione dell’intero quartiere Mirabello tramite l’insediamento di nuovi servizi e nuove polarità nel campo sociale, culturale e commerciale.
L’area dell’Ex Polveriera militare di Reggio Emilia comprende un totale di 6 edifici, di cui 5 di proprietà pubblica e uno privato, che sorgono su un’area di circa 35.000 mq, parte della quale (coincidente con la vecchia Piazza d’Armi) utilizzata come parcheggio scambiatore.

All’origine del processo si colloca, nel 2010, il bando pubblicato dall’Amministrazione per l’accoglimento da parte di soggetti privati di una Manifestazione di Interesse relativa ai differenti lotti nei quali l’ambito era stato suddiviso.

La prima parte dell’incarico ha dunque riguardato il supporto tecnico (fattibilità urbanistica, messa a punto del programma funzionale, business plan e progetto preliminare) al Consorzio di Cooperative Sociali interessate a partecipare al bando e che successivamente si è assicurato la concessione pluriennale di due tra questi edifici (utilizzati da principio come ricovero per i mezzi militari e successivamente come magazzino comunale), a fronte di un canone annuale da corrispondere al Comune e dei costi di recupero dei fabbricati e delle aree pertinenziali limitrofe.

Nella redazione della proposta architettonica, l’obiettivo era restaurare un bene pubblico tutelato della Soprintendenza che si trovava in condizioni fatiscenti e di progettare la conversione di una struttura nata come deposito di armamenti in un edificio capace di ospitare persone: il progetto ha cercato quindi di conservare quanto più possibile i manufatti, comprendendo e interpretando l’intelligenza costruttiva e spaziale originaria in modo da intervenire in coerenza con essa.

Il programma funzionale predisposto vede oggi concentrarsi nei due fabbricati un’articolata offerta di servizi per il quartiere e la città: la nuova sede del Consorzio e di altre cooperative socie, spazi di co-working, un centro residenziale e uno diurno per disabili, un laboratorio per il riuso, una palestra, una sala civica, spazi per allestimenti e mostre, negozi, un bar ed un ristorante, per un totale di circa 3.600 mq di superficie.

Ai due capannoni sostanzialmente simmetrici hanno corrisposto scelte progettuali estremamente diverse: si è voluto infatti mantenere in uno dei due edifici la memoria della tipologia e la possibilità di apprezzare il suggestivo spazio originario, mentre si è scelto di utilizzare in modo più denso l’altro edificio soppalcandolo quasi interamente e collocandovi le funzioni che richiedono una maggiore articolazione dello spazio (per ragioni funzionali e di privacy).

La totalità degli elementi architettonici inseriti all’interno degli edifici ha previsto il ricorso a sistemi costruttivi a secco, che garantisce una completa reversibilità degli interventi, sia per le nuove strutture (pilastri in acciaio slegati dalle murature esistenti e solai prefabbricati in legno), che per le partizioni interne (pareti di cartongesso).

Le opere hanno riguardato anche la sistemazione delle aree esterne adiacenti agli edifici che contribuiscono alla creazione di un nuovo pezzo di città: una piazza pedonale tra i due edifici che ospita il dehor del bar ristorante, un’area a parco, il nuovo accesso alla scuola elementare attigua e l’inserimento dei posti auto pertinenziali.