PSC di Bologna 2018-01-22T10:50:51+00:00

Project Description

LUOGO: Bologna

COMMITTENTE: Comune di Bologna

PERIODO: 2008 – 2010

TIPOLOGIA DI STUDIO: Piano Strategico Strutturale

Il processo di pianificazione per la redazione del PSC di Bologna, conformemente a quanto previsto dalla riforma urbanistica regionale dell’Emilia Romagna (LR 20/200), ha portato all’elaborazione dei documenti di avvio del percorso (articolati nel Quadro Conoscitivo, nella Valsat e nel Documento Preliminare) e all’attivazione della Conferenza di Pianificazione attraverso un incarico all’arch. Ugo Baldini e a CAIRE – Urbanistica.
Il Quadro Conoscitivo previsto dalla riforma urbanistica dell’Emilia Romagna è stato integrato da specifici approcci specialistici per offrire al processo decisionale un adeguato bagaglio conoscitivo e interpretativo delle geografie, dell’assetto insediativo e infrastrutturale, delle condizioni d’ambiente e del sistema economico e sociale della città di Bologna.
E proprio in considerazione della ricchezza e complessità dei documenti redatti, e dei contributi emersi in sede di Conferenza di Pianificazione, è stato predisposto un documento di sintesi “Relazione Guida per la redazione del PSC e la formazione del Piano Strategico della Città di Bologna”.

IL PIANO TRA CRITICITA’ E CONFLITTI

L’esigenza di segnare fortemente il Piano di Bologna nei suoi aspetti strategici e strutturali nasce in buona parte dalla consapevolezza che gli obiettivi prescelti dall’azione di qualsiasi Piano sono sostenuti, condizionati e giustificati da più di un punto di vista e che la felice composizione dei punti di vista e degli approcci è parte rilevante dell’agire efficace.
• Il punto di vista economico rappresenta la città come il luogo della produzione, del consumo, della distribuzione, dell’innovazione. La città compete con altre città per conquistare nuovi mercati e nuove attività. Lo spazio è lo spazio economico delle reti infrastrutturali, dei mercati, del pendolarismo.
• Il punto di vista ambientale rappresenta la città come consumatrice di risorse e produttrice di rifiuti. La città sottrae alla natura risorse scarse e suolo ed è una minaccia per l’ambiente naturale. Lo spazio è lo spazio ambientale delle reti e delle nicchie ecologiche, dei bacini idrografici.
• Il punto di vista sociale rappresenta la città come luogo di integrazione e di conflitti intorno alla distribuzione di risorse, di servizi, di occasioni. La competizione è all’interno della città, fra gruppi sociali. Lo spazio è lo spazio sociale della comunità, delle organizzazioni di quartiere, del sindacato, della partecipazione e della segregazione.
• Il punto di vista della vivibilità è quello che più direttamente sollecita le competenze disciplinari proprie dell’urbanista. Esso rappresenta la città come il luogo della vita quotidiana, della fruizione, del tempo libero. La competizione è fra attività e funzioni con esigenze diverse e investe l’organizzazione dello spazio urbano e della mobilità, le reciproche interferenze. Lo spazio è lo spazio della forma urbana, della memoria storica, dell’accessibilità.

COSTRUIRE LA DIMENSIONE METROPOLITANA
La dimensione metropolitana di Bologna, una dimensione a “geometria variabile” per l’articolazione ampia dei fattori (economici, insediativi ed infrastrutturali) chiamati in causa e per la permanente dinamicità dell’area di influenza dei processi alimentati dalle trasformazioni interne all’organismo urbano, propone alcune geografie, tra le possibili, di particolare interesse per il Piano e per la Città.
In primo luogo quella dei comuni di Corona (la “prima cintura”) con cui il capoluogo condivide, ben al di là dei confini amministrativi, la continuità densa dei tessuti urbani, gli effetti attrattivi delle grandi polarità funzionali, e la presenza di realtà ambientali preziose: la collina, i canali, i fiumi, i cunei agricoli.
Una seconda geografia è quella che disegna il Sistema Regionale col quale Bologna condivide la sfida competitiva tra territori metropolitani e la esigenza di un posizionamento forte nella rete urbana europea. Un riposizionamento da affidare non solo all’azione di rinnovamento infrastrutturale in corso, ma anche alla capacità di innovazione del sistema imprenditoriale e alla riproduzione, nella città, di una base allargata di coesione sociale che esprima un nuovo welfare.
La Provincia in questa prospettiva si caratterizza come un partner istituzionale privilegiato per “navigare entro queste due dimensioni” con una regia delle reti e delle geometrie (variabili) che serva a produrre il milieu più opportuno per favorire azioni e strategie condivise.

Progettualità comuni della cintura

Schema di Piano

Elementi del piano