PAT di Villafranca (VR)2018-01-22T10:57:59+00:00

Project Description

COMMITTENTE: Comune di Villafranca (VR)

DETERMINAZIONEn. 751 del 20/10/2005

PERIODOottobre 2005  – febbraio 2010

TIPOLOGIA DI STUDIOPiano di Assetto del Territorio

TIPOLOGIA DI STUDIO  185.000,00 + IVA

DESCRIZIONE SINTETICA DELL’INCARICO

Lavorare al futuro della città con il Piano Urbanistico significa pensare ai luoghi da valorizzare, alle strade da costruire, ai servizi alla persona ed alla comunità da organizzare, entrando nella mente e nel cuore delle persone che abitano la città e sono gli interpreti originali ed unici della sua peculiarità, dei pregi, dei difetti, della sua essenza e delle sue aspirazioni ad un futuro migliore; un futuro da non temere, crocevia di opzioni e di valori.
Gli obiettivi generali definiti dal PAT di Villafranca sono:
1. promuovere la qualità urbana sia nei nuovi interventi che nel patrimonio edilizio esistente
2. potenziare e qualificare gli spazi e le dotazioni di servizi (scuole, aree verdi, impianti sportivi e piazze);
3. favorire politiche di housing sociale per rispondere alle esigenze di giovani coppie, anziani e fasce deboli;
4. incentivare l’insediamento di attività produttive ad alto valore aggiunto migliorando la2 performance delle aree industriali, nella prospettiva di realizzare delle vere e proprie APEA;
5. realizzare itinerari alternativi all’attraversamento del centro urbano coerenti con l’assetto territoriale presente e futuro;Valorizzare l’ambiente fluviale del Tione come Corridoio Ecologico costituendo un sistema attrezzato di aree, percorsi e servizi per la fruizione turistico-ambientale;
7. Promuovere la valorizzazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente abbandonato del contesto rurale

Il progetto di sviluppo della città
Pensare alla città ed al suo futuro significa mettersi in sintonia con il sentimento diffuso della comunità che la abita, con il desiderio di recuperare paesaggi e valori che, con la loro autenticità, possono ristorarci dalla fatica del vivere e, in qualche modo, riconciliarci con le nostre più profonde aspirazioni.
Per trovare così nella memoria condivisa stimoli di riflessione sulla vivibilità della città, sulla qualità dell’abitare nella “polis”, che trova alimento nelle sue radice antiche ma che trova nuove ragioni e nuove possibilità nella continua evoluzione delle tecniche e delle tecnologie.
Una città che dovrà saper custodire bene le ragioni della sua identità, mentre si misura (e si arricchisce) nell’esercizio intenso delle relazioni che sa intrattenere, nelle reti lunghe e corte, con gli attori selezionati dai processi di globalizzazione della società e dell’economia.
Quello che registra ormai da anni la Città di Villafranca è una crescita continua della propria popolazione; crescita che ancora di recente ha accentuato i suoi valori in modo cospicuo, grazie tanto agli apporti naturali che a quelli migratori, apporti questi ultimi che sono passati da un valore medio attorno al 5‰ dei primi anni ’90 a valori di poco inferiori al 15‰ a partire da fine secolo.
Sono soprattutto i valori di vivibilità (di residenzialità) che entrano in gioco per determinare la crescente attrattività del territorio di Villafranca, assieme alla buona dotazione di opportunità di lavoro, alla buona accessibilità verso l’area metropolitana (in prospettiva ancora migliorabile, vista l’entità dei progetti di opere per la mobilità ancora in cantiere), alla qualità dell’ambiente agronaturale e del paesaggio rurale.
Non a caso, in un periodo segnato da forti correnti migratorie di origine straniera Villafranca vede invece il prevalere della componente nazionale dei nuovi iscritti all’anagrafe, in larga misura esito dei progressi di crescita e redistribuzione sub-urbana della popolazione dell’area metropolitana veronese.
Lavorare al futuro della città con il Piano Urbanistico significa, allora, pensare ai luoghi da valorizzare, alle strade da costruire, ai servizi alla persona ed alla comunità da organizzare, entrando nella mente e nel cuore delle persone che abitano la città e sono gli interpreti originali ed unici della sua peculiarità, dei pregi, dei difetti, della sua essenza e delle sue aspirazioni ad un futuro migliore; un futuro da non temere, crocevia di opzioni e di valori.
Gli obiettivi di qualità delle funzioni e dei tessuti urbani
Villafranca ha un’antica tradizione urbana che si è costruita nel rapporto con gli scambi commerciali sulla rotta degli itinerari storici padani, ponendosi al centro di un vasto comprensorio agricolo che si è caratterizzato per la qualità della produzione e per la capacità di generare e accumulare valore.
Questa tradizione commerciale trova oggi conferma in modo del tutto originale in un mercato ambulante che è forse il più importante della provincia e che dà vita nella città storica ad una sorta di centro commerciale naturale che sostiene la presenza di un commercio di vicinato tra i più diffusi e i più solidi in campo regionale; cosa che consente di guardare ai processi di modernizzazione – in questo caso ma anche, più in generale, quando ci poniamo di fronte alle prospettive del cambiamento – con la fondata speranza di mantenere equilibri “convenienti” tra tradizione e innovazione.
Le attività artigianali, diffuse capillarmente nel territorio, hanno avuto ed hanno un’importante funzione di sviluppo economico e sociale; per esse il Piano persegue politiche di promozione, valorizzazione e innovazione tecnica.
Villafranca ospita la più importante area produttiva della corona metropolitana, un’area che, nonostante la sua non più giovane età, mostra un impianto cospicuo da vera e propria città dell’industria e protagonisti imprenditoriali di prestigio.
Un impianto che ancora può essere migliorato nel disegno ma che soprattutto deve essere rinnovato nelle prestazioni: vuoi ambientali, candidandosi come poche altre realtà ad intercettare le nuove politiche comunitarie e regionali per l’innovazione tecnologica e organizzativa delle APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate, promosse dalla Comunità Europea); vuoi economiche, incentivando processi di sostituzione con attività a maggior valore aggiunto e a maggior contenuto tecnologico, facendo leva anche sui ruoli formativi che la Città è venuta assumendo e vorrà rinnovare e consolidare ancor più nello scacchiere metropolitano.
Ruoli formativi appunto che, oltre a rafforzare il ruolo di Villafranca come polo di servizi di un sud-ovest veronese molto sollecitato da dinamiche di sviluppo e di crescita produttiva e da politiche di rango regionale con un forte contenuto di innovazione territoriale, possono rappresentare l’occasione di una integrazione e di uno scambio – metropolitano – con Verona sulle funzioni “alte” dell’economia della conoscenza entro un quadro infrastrutturale che le favorisca e le renda possibili.
Le politiche urbane di cui il PAT di Villafranca intende farsi promotore puntano sostanzialmente ad un modello di sviluppo economico fortemente competitivo, improntato a alti tassi di crescita della produttività e quindi allo sviluppo di attività ad alto valore aggiunto e di occupazione ad alto contenuto formativo.
Politiche che per questo richiedono una scenario sociale ed un progetto insediativo fortemente integrato, che sappia contenere le disuguaglianze e mitigare le sollecitazioni disgregatrici del processo di globalizzazione.
E’ in questa prospettiva (minacce/opportunità) che vale la pena anche per lo strumento urbanistico di giocare la carta della efficienza nella sostenibilità.
Gli obiettivi per il sistema dei servizi e di riqualificazione urbana
Il PAT di Villafranca gioca con particolare attenzione la carta dei servizi cui ha dedicato la redazione di un vero e proprio piano strategico per governare i processi di riqualificazione urbana e di improntarli al consolidamento della città pubblica. Tutti i servizi, a partire da quelli particolarmente “sensibili” e strategici della formazione, dovranno presentare una offerta di qualità sempre maggiore e capace di rispondere all’incremento anche quantitativo della domanda con soluzioni localizzative ed edilizie che aumentino “l’effetto città” e le sappiano offrire anche alla Città Metropolitana.
Il Polo Ospedaliero rappresenta da questo punto di vista, unitamente al Polo Scolastico superiore, una questione nodale per il rafforzamento dei ruoli territoriali della città nel lungo periodo; una questione che in larga misura dipende da decisioni che devono essere assunte a livello regionale e provinciale alle quali la città deve fornire un quadro di riferimento urbanistico razionale ed aperto che consenta di valutare al meglio, e con lungimiranza, le convenienze di valorizzazioni immobiliari che possono accompagnare nuove decisioni e nuove politiche più attente alla dimensione dei servizi e all’accessibilità territoriale necessaria.
Considerazioni che valgono anche per un nuovo Polo della Sicurezza in cui trovino sede, con le articolazioni territoriali necessarie, la Polizia Locale, la Caserma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco con lo scopo di rafforzare l’integrazione e la collaborazione tra i soggetti che si occupano di garantire la sicurezza sul territorio per rispondere alle esigenze del comprensorio villafranchese.
La qualità urbana e il sistema dei servizi diventano determinanti per qualificare il rango urbano della città di Villafranca. Usando l’eccellenza del Centro Storico come luogo ispiratore, il PAT persegue obiettivi di potenziamento e qualificazione degli spazi e delle dotazioni della “città pubblica”, garantendo un adeguato mix funzionale tra residenza, commercio e servizi.
Per il Centro Storico sono in primo piano politiche di salvaguardia e valorizzazione del tessuto edilizio, che prevedono modalità di protezione e una gamma di interventi possibili, con particolare attenzione agli elementi di pregio che qualificano il tessuto storico.
Il Castello Scaligero, che necessita di urgenti interventi di restauro, dovrà essere integrato nel sistema del “Serraglio” fino a diventare una porta urbana che marca anche fisicamente l’integrazione della città con la nuova direttrice di valorizzazione ambientale del Parco del Tione e del Serraglio. Più in generale il Castello andrà valorizzato nel contesto del sistema delle “Città Murate”, così come il Palazzo Bottagisio, bene da recuperare e valorizzare all’interno del circuito culturale del “Risorgimento” al fine di costituire un polo turistico-ricettivo del territorio villafranchese.
Per la Città di Villafranca e i suoi quartieri il PAT opera affinché la distribuzione dei servizi di vicinato concorra ad elevare la qualità degli spazi pubblici e con essi il valore della città nel suo complesso.
Anche il sistema scolastico comunale potrà essere maggiormente qualificato nel nuovo assetto territoriale delineato dal PAT prevedendo una rilocalizzazione dei plessi nell’ottica di realizzare nuovi poli scolastici integrati in grado di offrire strutture più adeguate ai moderni standard qualitativi e di sicurezza, maggiormente accessibili ed integrati ad ampie aree verdi e strutture sportive.
Per le frazioni il Piano pone particolare attenzione alla loro diversa realtà di centri rurali segnati da una transizione produttiva rilevante che impone di aumentarne il contenuto residenziale, recuperando i volumi rurali e trasferendo le attività artigianali non compatibili con il tessuto residenziale.
Il consolidamento dei centri di Quaderni e Rosegaferro nel quadrante sud è accompagnato dalle esigenze di qualificare gli spazi pubblici esistenti (strade, giardini e piazze) e di garantire un equilibrato sistema di servizi alla persona anche attraverso una maggior integrazione tra le strutture scolastiche, sportive e culturali con il centro urbano.
Sempre in questo quadrante per la frazione di Pizzoletta si potranno cogliere le opportunità di attivare politiche di collaborazione e concertazione con il comune confinante di Mozzecane per dimensionare in modo adeguato le dotazioni di spazi pubblici.
Per i centri di Alpo e Rizza andranno potenziati i fattori di dotazione e integrazione locale per contrastare l’effetto periferia determinato dalle dinamiche del capoluogo metropolitano, ricercando in particolare per il caso di Rizza, le condizioni di cooperazione intercomunale per operare nell’ottica di un vero e proprio bilancio dei servizi intercomunale. Mentre per le frazioni minori di Caluri e Calzoni il Piano pone particolare attenzione a sviluppare manovre compensative ambientali legate ai possibili sviluppi delle aree aeroportuali.
Dossobuono, a differenza delle altre frazioni, si pone da questo punto di vista in modo del tutto originale, stretto com’è tra le infrastrutture di rango nazionale (ancora “in movimento”), contiguo all’aeroporto e ai quartieri sud di Verona, ormai profondamente diverso dalle sue origini ed abitato da una popolazione più giovane e meno radicata (perché in provenienza dal cuore metropolitano). Non per questo si tratta di una popolazione meno attenta alla qualità dell’abitare che deve qui recuperare un gap accumulato negli anni, da compensare con manovre ambientali particolarmente accentuate, senza con ciò rinunciare ad assumere ruoli più complessi che la sua parte produttiva si candida a sviluppare, anche in funzione della presenza aeroportuale. Per il centro di Dossobuono il PAT promuove politiche di riqualificazione dello spazio abitato per compensare l’attuale assenza di spazi pubblici e più in generale frammentazione dei servizi.
Gli obiettivi di assetto infrastrutturale
Villafranca si colloca in un quadro infrastrutturale in forte evoluzione, evoluzione che va favorita ma anche governata per la portata che assume e per la governance di alto livello che richiede. Sono in gioco sistemi e attori di rango nazionale come le autostrade, le ferrovie e l’aeroporto, tutti portatori di una progettualità rilevante, giustificata e sostenuta da una dinamica particolarmente intensa della domanda di mobilità e di relazioni.
Una progettualità alla quale i sistemi locali devono saper far fronte con chiarezza di intenti, proponendo argomentazioni convincenti per sostenere le esigenze e il punto di vista locale:
• per le autostrade, chiedendo una migliore connessione con l’aeroporto e la Città (entro un orizzonte ravvicinato e con soluzioni realistiche);
• per le ferrovie, integrando il progetto di metropolitana leggera tra Verona e Mantova nel potenziamento “di corridoio” dell’Alta Capacità, anche prendendo in considerazione una soluzione di stazione in linea, all’aeroporto e negoziando soluzioni di attraversamento del territorio urbano del capoluogo che non penalizzino le connessioni tra le diverse parti della città e che offrano nuove opportunità di integrazione per l’interscambio e per la sosta;
• per l’aeroporto, negoziando i progetti di sviluppo dello scalo con un assetto più razionale (e più sostenibile nelle sue implicazioni finanziarie) delle aree per la sosta e l’accoglienza e con un quadro di compensazioni ambientali che riduca l’esposizione dei tessuti e delle funzioni urbane più impattate (vedi Dossobuono).

Queste manovre di rango sono indispensabili anche per rafforzare un ruolo di Villafranca come polo di servizi e porta metropolitana per un vasto comprensorio che rappresenta il naturale riferimento delle politiche urbane della Città.
Anche le relazioni metropolitane, sempre più complesse ed interconnesse che coinvolgono tutte le tipologie insediative presenti nel comune e nel distretto, pongono con forza il tema della infrastrutturazione viaria: tanto quella di rango che quella complementare.
Gli obiettivi di qualità sociale
Il PAT dedica un’attenzione particolare al tema della riqualificazione delle aree produttive puntando ad un coinvolgimento del mondo industriale che in esse si esprime; un mondo a cui la città si rivolge per interrogarsi su quale progetto di innovazione persegue, quali esigenze esprime e quale potrà essere il suo contributo al successo delle politiche pubbliche locali.
Ciò naturalmente senza dimenticare il ruolo che sempre più il mondo delle imprese può/deve esercitare nel garantire quel livello di welfare che è necessario mantenere per essere competitivi, comprendendo in questo anche le politiche di social housing, sempre più presenti nello scenario programmatico del Paese, a tutti i livelli istituzionali. Il PAT precostituisce una riserva di diritti edificatori per queste politiche individuando nelle diverse ATO una quota minima del 20% con questa destinazione. Si ricorda inoltre a tal proposito la collaborazione con la Regione Veneto e l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale (ATER) per interventi di edilizia convenzionata per rispondere alle esigenze di giovani coppie, anziani e fasce deboli.
Famiglie ed imprese, motori delle dinamiche territoriali, sono state poste al centro di una attenta e puntuale attività di ascolto che si è estesa a coinvolgere tutti gli attori sociali che caratterizzano la scena locale spesso con ruoli e missioni di rilevanza nazionale o più.

Gli obiettivi di qualità ambientale
La necessità di non sottovalutare le condizioni di sicurezza e salubrità dell’ambiente fisico è presente in primo luogo nella consapevolezza diffusa sul tema della salvaguardia degli equilibri idraulici ed idrogeologici, in un ambiente ricco di risorgive che necessita di controllo delle qualità delle acque (minacciata dall’utilizzo di diserbanti, dagli scarichi inquinanti, dai rischi connessi con la gestione delle cave e delle discariche), di monitoraggio delle falde acquifere, di manutenzione degli argini fluviali, di limitazione dell’impermeabilizzazione del suolo, privilegiando il recupero edilizio e non l’espansione, di dotazione di una rete infrastrutturale efficace ed attenta alla tutela ambientale.
Tra le situazioni di criticità percepite dalla Comunità che l’attività di ascolto ha messo in evidenza si segnala:
• l’elevato sfruttamento del territorio per cave e discariche aggravato dall’assenza di ripristini ambientali;
• l’impatto ambientale generato dall’aeroporto;
• l’insufficiente manutenzione del verde pubblico e la ridotta sensibilità civica nella cura degli spazi pubblici;
• l’inquinamento atmosferico ed acustico, l’insicurezza a causa del continuo aumento del traffico;
• l’insufficienza delle alberature nell’arredo urbano e nel paesaggio rurale.

Locandina con ortofoto

Immagine del piano

Panoramica del centro storico