Descrizione Progetto

COMMITTENTE: Comune di Schio (VI)

PERIODO: 2010 

TIPOLOGIA DI STUDIO: Masterplan della Città pubblica – Studio di fattibilità

IMPORTO: Comune di Parma

DESCRIZIONE SINTETICA DELL’INCARICO

In una situazione di sempre maggiore difficoltà finanziaria rimane comunque per gli enti pubblici l’esigenza di pianificare, la questione centrale è capire come agire fuori dagli stretti canoni urbanistici per individuare “i piani che servono” per produrre risorse e sciogliere nodi problematici, contenendo i costi e aumentando i ricavi della attività di pianificazione.

Piani dell’energia e piani dei servizi (con le connesse manovre di valorizzazione e riconversione patrimoniale) possono recuperare, nei deficit di efficienza energetica come nelle riserve di rendita fondiaria del patrimonio pubblico, risorse finanziarie rilevanti per gli investimenti da operare. Possono rappresentare nel contempo occasioni di riqualificazione urbana significativa nelle quali (insieme all’azione pubblica rinnovata) anche altri attori sociali possono portare un contributo importante: il commercio di vicinato per la riqualificazione degli spazi pubblici, l’artigianato delle costruzioni e degli impianti per il miglioramento delle prestazioni ambientali e energetiche della città, la cooperazione sociale per le politiche di sussidiarietà. Il Masterplan della città pubblica può essere visto sia nella prospettiva di un Piano Strategico Comunale che in quella della formazione di Agende Strategiche Intercomunali che guardano alle Comunità Sicure e Sostenibili, promosse dalla Carta di Bristol dell’Unione Europea, che ricercano di migliorare le performance urbane agendo anche sui principi di una sostenibilità crescente.

Tra i percorsi possibili per le politiche di intervento, oggi si impone una azione prioritaria sulla riqualificazione urbana e sulla rigenerazione ecologica, associate ad una revisione, non solo urbanistica, dell’organizzazione della città pubblica e a pratiche di ascolto sociale per proporre forme urbane rinnovate, ospitali, consapevoli, efficienti, vivibili e sicure.

Il potenziale di comunità: dotazioni, accessibilità e articolazione dei servizi pubblici e privati nelle relazioni di vicinato

Densità degli insediamenti e delle relazioni, mixitè sociale e funzionale, qualità degli spazi pubblici, disegnano il quadro delle condizioni favorevoli per l’affermarsi di una vita urbana apprezzabile e desiderabile, una condizione questa sempre più necessaria anche per il successo economico della comunità locale, per rafforzare la sua capacità di attrarre e trattenere i soggetti a più alta dotazione di capitale umano che rappresentano ormai il più marcato fattore di vantaggio competitivo per i sistemi locali.

Il sistema dei servizi – pubblici e privati – fruibile entro le relazioni sistematiche e frequenti del vicinato e, con la sua presenza e la sua articolazione, un indicatore quanto mai espressivo della esistenza di queste condizioni di desiderabilità: una misura del “potenziale di comunità” che può essere generato dalle relazioni frequenti e dense che si realizzano entro spazi ristretti, percorsi e fruiti pedonalmente, nel movimento lento che – in condizioni di comfort e sicurezza – consente di dare spazio ad una percezione e ad una interpretazione non solo utilitaristica dello spazio urbano e delle relazioni sociali.

Misurare il potenziale di comunità diversamente presente nello spazio urbano, riconoscere l’articolazione e la compresenza di gamme di servizi articolati, analizzare le condizioni di accessibilità confortevoli e sicure a questa gamma di offerta dei servizi, valutare il ruolo che le barriere fisiche e funzionali, siano esse le barriere fisiche segnate da fiumi, corsi d’acqua, grandi recinti specialistici delle funzioni produttive e logistiche o quelle funzionali delle infrastrutture stradali caratterizzate da elevati volumi di traffico veicolare e non attrezzate per garantire attraversamenti protetti, è contributo tra i più rilevanti che l’analisi urbanistica può fornire al tavolo dei decisori.

Promuovere miglioramenti apprezzabili del potenziale di comunità e della sua diffusione anche nei luoghi più periferici o meno strutturati della città intervenendo con le politiche delle infrastrutture e dei servizi sulla dislocazione dei poli di offerta non meno che sulla permeabilità dei tessuti e sulla riduzione delle barriere, è un compito prioritario da ascrivere nella agenda delle politiche per riqualificazione urbana e degli strumenti di pianificazione che a questa strategia vogliano fare riferimento.

Il Masterplan della città pubblica di Schio

L’individuazione di aree che possano configurarsi come nucleo centrale della trasformazione di una città, non può che partire da un attenta lettura del contesto esistente, una lettura che anche per mezzo di sopralluoghi possa fornire, a chi si fa carico di questo impegno, tutti gli strumenti necessari per del tessuto urbano.
Proprio sulla base di queste considerazioni, il punto poter leggere con oggettività e precisione la trama di partenza per le elaborazioni, che qui di seguito verranno presentate, è stato una ricognizione in loco. La sintesi di questa ricognizione è il reportage fotografico, una collezione di immagini che rimangono a testimonianza e ricordo di ciò che non è possibile evincere dal materiale cartografico.

Parte delle fotografie acquisite è stata difatti utilizzata per completare la descrizione di quelle porzioni di città che lo studio individua come aree da affidare agli studi di fattibilità.
E’ altresì importante l’analisi della zonizzazione prevista dal PRG vigente del comune di Schio, per poter leggere la consistenza e le relazioni fra le diverse parti della città, per poter individuare quelle aree che per la natura pubblica delle loro funzioni si configurano come strategiche per la comunità che vive nella città e per poter conoscere quelle porzioni di territorio che le norme individuano come nucleo centrale della trasformazione, della città che cresce.
La carta di piano porta con se tutte queste tematiche, una macro aggregazione delle zonizzazioni del PRG vigente permette di accorpare tra di loro zone del territorio comunale che ricoprono funzioni analoghe, al fine di fornire una lettura coerente e di sintesi di ciò che le norme prevedono.
La carta delle polarità e della città pubblica rappresenta un ulteriore livello di analisi del tessuto cittadino ed ha l’obbiettivo di individuare compiutamente quegli elementi alla base dello schema direttore della città di Schio: il sistema della viabilità principale con i suoi principali nodi e accessi, le linee che condizionano morfologicamente il disegno della città, i principali poli attrattori e l’insieme delle aree dedicate ai servizi.
Tutti questi elementi rappresentano una realtà dalla quale non si può prescindere per ipotizzare una riorganizzazione della città stessa, non perché essi costituiscano un limite alla trasformazione, ma perché essi sono l’insieme delle opportunità migliori da
sfruttare e potenziare.
Sulla base di tutti questi presupposti e di queste analisi si è proceduto ad identificare quelle aree per cui si propone di realizzare gli studi di fattibilità. Sono aree che per le caratteristiche intrinseche di cui si compongono possono essere riconfigurate al fine di migliorare la qualità del disegno urbano.
Possono altresì fornire una percezione più coerente del tessuto cittadino, sfruttare al meglio le superfici a disposizione per limitare il consumo di suolo e mettere in relazione le “singolarità” attorno alle quali la città pubblica vive.
I perimetri delle suddette aree vengono individuati nella carta denominata aree da affidare agli studi di fattibilità.
Per ognuna di queste aree è stata realizzata una scheda che ne riassume i contenuti descrittivi e progettuali. Alcune fotografie dell’area accompagnano l’individuazione del comparto sulla Carta Tecnica Regionale, dove sono stati messi in evidenza gli elementi della “città dei servizi”. Una parte della scheda è invece dedicata alle azioni con cui si propone di intervenire sui singoli comparti.
Le azioni di riqualificazione, densificazione, rigenerazione e connessione che si propongono come soluzioni progettuali per l’area, condividono un insieme di obbiettivi stabiliti per ognuno dei comparti.

Obiettivi che qui di seguito verranno illustrati.

1 – Nucleo storico mercatale
Obiettivo: dotare il centro di una polarità con centro nella piazza dello Statuto che funzioni come cerniera tra le attività commerciali ed amministrative che si svolgono a ovest e la nuova polarità di servizi di interesse comune ad est.
2 – Assi ottocenteschi
Obiettivo: conversione dei viali ottocenteschi in un collegamento che non svolga unicamente il ruolo di connessione est- ovest, ma che si riconfiguri come boulevard urbano, adeguato alle esigenze dell’itinerario archeologico industriale, cerniera tra l’area delle ex lanerie Rossi con le aree densamente abitate del nuovo quartiere operaio e con il sistema del fiume Leogra.
3 – Addizione anni ‘60
Obiettivo: Formazione di un sistema che relazioni il centro storico e il polo scolastico ricreativo con a capo la stazione degli autobus.
4 – Asse NORD-SUD
Obiettivo: Riassetto urbanistico degli spazi aperti e costruiti al fine di reintegrarli coerentemente nel tessuto urbano.
5 – Il quartiere del tempo libero
Obiettivo: Rafforzamento del contesto come polo scolastico ricreativo dedicato ai giovani della città.
6 – Asse NORD-SUD di io Giovenale
Obiettivo: Formazione di un contesto urbano autosufficiente che integri le funzioni artigianali e industriali con quelle residenziali grazie a servizi e spazi pubblici di qualità.
7 – L’addizione post-industriale
Obiettivo: Riconversione del viale dell’Industria da mera infrastruttura viaria per veicoli motorizzati in un collegamento accessibile a varie modalità di trasporto in grado di connettere aree strategiche per la città.
8 – Magrè, tempo libero
Obiettivo: Formazione di una rete di spazi pubblici e servizi di qualità a sostegno dell’alta densità abitativa.

Carta 0

Carta di progetto

Panoramica del centro storico