Descrizione Progetto

LUOGO: Parma

COMMITTENTE: Comune di Parma

PERIODO: 2008

TIPOLOGIA DI STUDIO: Masterplan dei Quartieri

DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO

L’incarico parte dalla necessità della Città di Parma di misurarsi con la competizione territoriale (e ricercare soggetti capaci di presidiare funzioni “di punta”) e, quindi, di tenere sotto controllo e di migliorare la propria vivibilità.
Per questo la Città ha deciso di investire una parte cospicua del suo successo per migliorare le condizioni dell’ambiente urbano, portando nuova qualità e maggiore efficienza entro gli spazi di vita e di relazione, proprio nella dimensione di vicinato, facendo della realtà di quartiere il riferimento per il suo progetto di città sicura e ricca di opzioni per tutte le stagioni della vita.
“Ripartire dai quartieri” e dalla dimensione di vicinato ha determinato profonde implicazioni per la pratica urbanistica, chiamata ad operare un campo di innovazioni disciplinari profondo.
L’incarico ha visto CAIRE Urbanistica operare in tempi molto compressi al fine di:
• Analizzare le componenti territoriali che qualificano e rafforzano la dimensione di comunità e cioè i servizi di quartiere quali scuole (asili nido, materne, elementari, medie), impianti sportivi, centri di aggregazione, centri socio-sanitari, poliambulatori, verde attrezzato e servizi culturali sul territorio comunale parmense;
• Individuare le componenti territoriali, di natura antagonista (o detrattori), che impoveriscono la dimensione di comunità quali barriere territoriali, che inibiscono l’accessibilità a parti di territorio: ferrovie; assi di traffico primari (autostrade, sistemi tangenziali e strade urbane di scorrimento veloce); corsi d’acqua; distretti specialistici invalicabili (aeroporto, caserme e simili);
• Analizzare, dal punto di vista statistico, gli incidenti ai passaggi pedonali in relazione alla loro morfologia da cui emerge che gli attraversamenti a raso presentano il maggior grado di pericolosità mentre quelli semaforizzati a chiamata risultano i più sicuri. Tra le altre tipologie quella colorata e quella illuminata non mostrano una particolare riduzione del grado di pericolosità rispetto agli attraversamenti a raso, mentre, più sicuri, appaiono quelli rialzati. In particolare, quest’ultimi, rispetti a quelli a raso, mostrano una riduzione del numero di elementi pericolosi e molto pericolosi del 50%.
• Individuare sul territorio comunale per ogni servizio di un’area circolare (con raggio 400 m) che identifica l’accesso pedonale nel tempo di 5 minuti. L’accessibilità al servizio rappresentata da tale area è stata incrociata in corrispondenza delle barriere territoriali. L’accessibilità al servizio è stata interrotta in corrispondenza delle barriere territoriali considerando anche i varchi presenti quali passaggi pedonali semaforizzati, protetti (rialzato;rialzato colorato; rialzato colorato illuminato*) e i sottopassi ferroviari e delle tangenziali protetti. La presenza dei varchi non determina la completa permeabilità della barriera: viene in questo caso calcolata la distanza tra il servizio ed il varco e in uscita dallo stesso si crea un’area di accessibilità il cui raggio è uguale alla differenza tra i 400 mt e la distanza tra il varco e il servizio.
• Calcolare la popolazione servita attraverso l’individuazione di tre soglie che identificano quali servizi nei prossimi anni avranno bisogno di implementazione e quali, ad oggi, anche sulla base delle previsioni di Piano, possono considerarsi sufficienti per permettere ad un quartiere di definirsi e sentirsi autosufficiente rispetto al sistema urbano parmense. Le tre soglie di qualità dei servizi sono: a. popolazione servita superiore al 50%; b. popolazione servita compresa tra il 20 e il 50%; c. popolazione servita inferiore al 20% o servizio inesistente.
• Estendere l’accessibilità pedonale su un territorio più vasto con la rete ciclabile. Oltre all’accessibilità pedonale è stata analizzata la rete ciclabile esistente e prevista nel medio periodo che interessa i servizi. Prendendo in considerazione le piste che passano ad una distanza di massimo 100 mt e si estendono da tal punto per una longitudine ragionevole a seconda della natura del servizio (1km. per il nido, 3km. per i poliambulatorii, 2km. per il resto dei servizi) sono state individuate anche in questo caso 3 soglie: a. oltre i 600mt/1.000 abitanti; b. tra i 400 e i 600mt/1.000 abitanti; c. sotto i 400 mt/1.000 abitanti.
In sintesi la Dimensione Strategica e Operativa del Masterplan dei Quartieri può essere così definita:

Masterplan dei quartieri – dimensione operativa:

• integrazione delle politiche di settore
• avvicinamento dei cittadini alla amministrazione (e alla politica)
• costruzione di bilanci funzionali tra i quartieri e col Comune

Masterplan dei quartieri – dimensione strategica 1:

Valorizzare il patrimonio fondiario della città pubblica agendo innanzitutto
nel rapporto con i cittadini sulla qualità degli spazi pubblici con azioni di:
• densificazione (incrementare gli usi)
• rigenerazione (trasformare gli usi)
• riqualificazione (migliorare gli usi)
• e connessione
contribuendo così anche al processo di riqualificazione e valorizzazione sostenibile della città privata e agli obiettivi di governare nel miglior modo le politiche di accoglienza (mixitè)

Masterplan dei quartieri – dimensione strategica 2:

• caratterizzare la domanda di infrastrutturazione sociale rivolta ai progetti di trasformazione urbana contribuendo soprattutto nel rapporto con le imprese alla determinazione della quota di rendita da ricondurre alla città pubblica

1) I fase/ Costruzione del Quadro Conoscitivo e redazione dei Masterplan per la selezione degli interventi del Piano Triennale delle Opere Pubbliche
• Istruttoria tecnica dei progetti contenuti nei dossier anche sulla base dei piani e programmi e delle rispettive previsioni (PSC, Programma Triennale Opera Pubbliche, PGTU/PUM, Piano Valorizzazione Commerciale, Piano dei Servizi, Piano di Governo del Sindaco, Programma degli Assessorati, obiettivi dei Consigli di Quartiere….) e definizione delle mappe delle criticità (piano dei servizi; accessibilità ai quartieri e incidentalità; commercio di vicinato);
• Redazione dei Masterplan che individuano modalità e criteri di selezione delle proposte di interventi pubblici, individuazione delle progettualità previste (PTO, Piano di Governo del Sindaco, Programma degli Assessorati, eventuali azioni progettuali e/o obiettivi localizzati a livello di quartiere o cittadino) con la rappresentazione delle criticità evidenziate individuando i progetti raccolti in rapporto con le criticità e prefigurando un visione strategica per ciascun ambito;
• Condivisione dei Masterplan con la Giunta Comunale con una particolare attenzione rispetto:
– alla rappresentazione delle criticità evidenziate per ciascun quartiere
– alle progettualità in essere e previste nei diversi quartieri;
• Incontro di presentazione e integrazioni della Valutazione della Fattibilità degli interventi proposti e discussi in ognuno dei Quartieri di Parma. Questi incontri dovranno essere fondamentalmente divisi in due momenti che prevedranno una prima parte di presentazione del Masterplan condiviso con la Giunta, con una chiara relazione che evidenzi le criticità (anche grazie all’ausilio di tavole tematiche) di ciascun quartiere e gli interventi previsti nelle aree interessate. La seconda parte dovrà invece approfondire il confronto e il chiarimento rispetto alla presentazione e consentire la raccolta di possibile nuova progettazione puntuale.
• Presentazione e condivisione con la Giunta Comunale di un report contenente i masterplan e predisposizione del programma di attuazione degli interventi. Recepimento dei progetti selezionati nel Piano Annuale delle Opere Pubbliche e nel Bilancio Preventivo 2009.
• Predisposizione di un report sul programma degli interventi per la comunicazione sociale.
• Incontri di presentazione ai Quartieri dei Masterplan approvati dalla Giunta Comunale.
• Recepimento degli interventi progettuali all’interno degli Atti di programmazione della Amministrazione Comunale di Parma;

2) II° fase di elaborazione dei Masterplan: attività di aggiornamento, monitoraggio e reporting:
1. Verifica anche attraverso sopralluogo (con annessa ripresa fotografica) del sistema delle barriere e dei varchi (con particolare riguardo agli indirizzi dell’A.C.) – verifica dei dati statistici;
2. Riedizione dei bilanci settoriali per ciascuno dei 10 settori di interesse alla luce della verifica della attuazione degli investimenti in corso;
3. Estensione della valutazione di cui sopra al sistema delle frazioni;
4. Simulazione degli effetti delle nuove previsioni del Piano Triennale delle Opere Pubbliche, tanto per il breve (2010) che per il medio periodo (2010-2012);
5. Estensione delle verifiche e dei bilanci di cui al punto precedente al settore commercio (centri commerciali naturali);
6. Rivisitazione e aggiornamento dei bilanci operativi con il modello del Potenziale di Comunità per i quartieri e le frazioni, anche attraverso una valutazione quantitativa e replicando la tabella finale dei quartieri anche per le frazioni;
7. Organizzazione dei momenti di ascolto e partecipazione con i Quartieri nel corso delle diverse fasi di sviluppo del progetto e in particolare in relazione alla:
a. acquisizione preliminare delle indicazioni per la formazione del Piano Triennale;
b. acquisizione critica degli esiti del bilancio partecipativo (con Università di Parma);
c. discussione degli esiti degli investimenti previsti in termini di dotazioni e accessibilità dei servizi.
8. Produzione di 13 serie (una per ciascun servizio) di mappe che presentano, la situazione registrata al 2008, prevista al 2009, e in corso di realizzazione, oltre alla scheda delle criticità di ciascun quartiere;
9. Elaborazione delle strategicità per ciascuno dei 10 settori secondo le specificità e le indicazioni espresse dall’A.C., attraverso documento esplicativo;
10. Redazione del Masterplan operativo aggiornato al 2009;
11. Rappresentazione “esplosa” del Masterplan dei Quartieri di Parma 2009: attraverso l’elaborazione per ciascun quartiere di documenti ad hoc:
• di presentazione della metodologia utilizzata,
• di raffigurazione del quartiere:situazione attuale e previsioni (breve e medio periodo) per ognuno dei 10 settori,
• di sintesi dei dati oggettivi (servizi e accessibilità), criticità (soggettive e oggettive dei quartieri), opere e miglioramenti previsti dal Piano Triennale OO.PP.
oltre all’attivazione di un percorso di valutazione strategica del Programma di Investimenti (per la riqualificazione urbana) accompagnato da apposite iniziative di comunicazione;

inoltre sono stato aggiornate ed ampliato le banche dati a disposizione dall’ufficio S.I.T. del Comune di Parma. Sono stati inseriti, localizzandoli, qualificandoli e georeferenziandoli, tutti i servizi presenti nel territorio comunale e non ancora presenti nelle fonti G.I.S. del Comune. Per la loro individuazione ed identificazione ci si è avvalsi delle segnalazioni dei rappresentanti di quartiere, dell’osservazione delle foto aeree, di pagine web (in primis www.comune.parma.it) e di indagini sul campo. Sono anche stati creati ulteriori files contenenti, con relativa localizzazione e qualificazione, gli interventi puntuali previsti nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche nel breve e medio periodo (2010-2012).

Barriere pedonali

Potenziale di comunità

Una città senza periferie