Linee guida Valorizzazione paesistica Via Emilia2018-01-19T13:29:03+00:00

Project Description

LUOGO: Via Emilia, Emilia Romagna

COMMITTENTE: Regione Emilia-Romagna

PERIODO: 2009 – 2012

TIPOLOGIA DI STUDIO: Progetto di Valorizzazione del Paesaggio

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

“Se mai ti chiederanno da dove vieni, dì che vieni dalla regione della Via Emilia”

Ripensare oggi il progetto territoriale della Via Emilia ha richiesto di ritrovare nella Via Emilia gli elementi di umanizzazione che hanno formato la regione attuale, il sistema di città e campagna valorizzando il progetto di mobilità regionale che sta faticosamente rilanciando il vettore ferroviario, e realizzando un nuovo itinerario stradale. Questo progetto di mobilità apre la strada ad una riconquista urbana della Via Emilia attraverso un nuovo ruolo che ha bisogno di un progetto innovativo di paesaggio che sia plurale e solidale e che esprima, allo stesso tempo, il protagonismo dei capoluoghi di fondazione ma anche di tutti i protagonisti della sua manutenzione e della sua costante ri-produzione.
Favorire il processo di valorizzazione paesistico-ambientale del Sistema Regionale della Via Emilia e del suo Percorso Matrice, ben si inquadra nella strategia regionale di valorizzazione del territorio.
Approdo principale di una rinnovata iniziativa sul paesaggio della Via Emilia possono essere i Progetti Regionali di Valorizzazione del Paesaggio, introdotti dal PTPR e ampiamente sperimentati nelle pratiche operative della Regione e degli Enti Locali. A completamento della manovra, su un versante ancora più squisitamente strategico, è opportuno immaginare che Linee Guida per la Valorizzazione Paesaggistica della Via Emilia – e Progetti Regionali di Valorizzazione del Paesaggio – trovino eco in un esteso campo di progetti pubblici e privati rivolti ad intervenire sulle componenti paesistiche identificate, anticipando o accompagnando la manovra più complessa affidata ai Progetti di Valorizzazione.
Progetti di diversa natura e dimensione ma sempre riconducibili alla strategia di valorizzazione che trova il suo orizzonte di significato nei Progetti di Valorizzazione estesi alla dimensione di contesto.
Di Contesti territoriali infatti si deve parlare: dieci, forse undici, se ne possono contare senza grosse incertezze nelle tratte interurbane tra Piacenza e Rimini, scanditi dai centri storici di fondazione romana. Al loro interno si tratterà di riconoscere i Paesaggi a diversa dominante e matrice (urbana e rurale), le Componenti Paesistiche caratterizzanti e/o condizionanti, sia nelle vesti di Risorse (ed emergenze) paesistiche che di Detrattori, cercando ogni volta di generare scenari convincenti e condivisi (da condividere) e di intervenire con strumenti giusti e intenzioni ben riflettute sui destini delle aree, per le quali le condizioni di trasformabilità devono essere una opportunità e non una minaccia.
Contesti che pensino ai processi di infrastrutturazione e di costruzione del paesaggio come seconda natura che opera a fini civili entro una rete di Polis, che ha duemila anni. Contesti nei quali il sistema rurale è presente come paesaggio vitale di cultura e di coltura, e il paesaggio urbano si rinnova, in forme sostenibili e attraenti, coerente e sicuro nella sua campagna.
Una prima caratterizzazione dei contesti descritti comincia a darci alcuni indicatori.
Gli indicatori essenziali, relativi all’estensione, alla popolazione, alla dinamica insediativa, alla consistenza economica e alla intensità degli scambi ci parlano di una sequenza relativamente uniforme di contesti territoriali, dai 400 ai 600 kmq di estensione, con una maggiore variabilità del popolamento che scende sotto i 200.000 abitanti nella realtà piacentina o in quella delle città minori romagnole e raggiunge naturalmente il suo apice in corrispondenza del capoluogo regionale. Capoluogo che invece registra la minore dinamica recente, segnata dai nuovi flussi di mobilità residenziale di prevalente matrice extracomunitarie, i cui massimi valori si trovano invece sull’asse Parma-Reggio-Modena.
L’organizzazione degli scambi conferma per tutta la regione il permanere di una prevalenza della mobilità lungo l’asse della Via Emilia rispetto a qualsivoglia altra destinazione e una autocentratura dei contesti particolarmente elevata tra Cesena e Rimini, tra Forlì e Cesena, Imola Bologna e tra Fidenza e Parma.
Nel contributo alla formazione del reddito regionale i contesti emiliani da Fidenza a Bologna mostrano una certa prevalenza rispetto a quelli romagnoli (che pure in epoca recente hanno conosciuto una dinamica più intensa): tutti comunque con una dotazione economica che consente di essere ottimisti sulla “disponibilità a pagare” per una Via Emilia di qualità.
Analoga distribuzione ha l’incidenza dei settori di punta dell’alta tecnologia del cospicuo apparato manifatturiero dislocato lungo l’asse della Via Emilia che nella tratta centrale tra Parma e Bologna supera i 100 addetti al kmq; e proprio in questo settore centrale o meglio in una sua più estesa proiezione, da Fidenza ad Imola che le industrie ad alta tecnologia cominciano a rappresentare una quota non marginale della occupazione (e del paesaggio urbano).
La Romagna mostra una maggiore capacità di conservazione degli spazi agricoli, presidiati da colture intensive, rispetto a quanto non accada nell’area centrale emiliana, da Bologna a Parma dove la riduzione della SAU ha sempre superato nello scorso decennio un decimo del totale.


LE LINEE GUIDA

La Via Emilia come “sistema di mobilità dolce”
L’organizzazione dell’accessibilità e l’offerta di servizi alle polarità culturali
Il recupero degli episodi storico-culturali minori distribuiti lungo l’asse stradale
La valorizzazione delle intersezioni con gli ambienti fluviali
La ricostruzione dell’ecomosaico paesistico della pianura
La salvaguardia dei varchi e delle visuali
La valorizzazione dei luoghi della produzione agro-alimentare
La valorizzazione dei grandi complessi di servizi
La riconfigurazione delle aree produttive
La riconfigurazione degli spazi insediativi eterogenei
La rimozione o mitigazione dei detrattori paesistici
Il ridisegno dell’itinerario di fruizione culturale della Via Emilia
Il coordinamento delle politiche di tutela e valorizzazione paesistica dei PTCP, armonizzandone l’attuazione da parte dei PSC
La storia dei luoghi della Via Emilia

Dominanti paesistiche tra Reggio Emilia e Modena

Uso storico del suolo